Matera è una città che sorprende al primo sguardo. Un luogo in cui il tempo sembra essersi fermato e in cui ogni pietra racconta una storia lunga millenni. I celebri Sassi, dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, non sono semplici abitazioni scavate nella roccia: sono la testimonianza viva di una continuità insediativa unica al mondo, che affonda le sue radici nella preistoria e arriva fino ai giorni nostri.
Il Sasso Caveoso ed il Barisano
I Sassi di Matera si dividono in due grandi rioni, Sasso Barisano e Sasso Caveoso, disposti come un anfiteatro naturale sulla Gravina. Le loro case-grotta, un tempo rifugio per intere famiglie e persino animali, sono state modellate direttamente nel tufo, la pietra morbida che caratterizza questa parte della Basilicata. Per secoli hanno rappresentato un modo di vivere semplice ma armonioso, profondamente legato alla conformazione del territorio.
Durante il Novecento, però, la vita nei Sassi diventò sempre più difficile. Le condizioni igieniche precarie portarono al loro abbandono e Matera fu definita “vergogna d’Italia”. Una fase buia, che però diede inizio a un incredibile processo di rinascita. Negli anni successivi, progetti di recupero e interventi di riqualificazione trasformarono i Sassi in un luogo culturale e turistico di straordinaria importanza, senza snaturarne l’essenza.
Oggi passeggiare nei Sassi significa immergersi in un labirinto di vicoli, cortili, scalinate e antiche cisterne. Significa scoprire chiese rupestri affrescate, abitazioni restaurate che mostrano come si viveva un tempo e scorci panoramici che cambiano a ogni passo, soprattutto al tramonto, quando la luce dorata rende Matera simile a un presepe.
Case grotta e chiese rupestri
Un giro turistico della zona dei Sassi non può non includere la visione alla Casa Grotta di Vico solitario, abitazione rupestre arredata con mobili e strumenti d'epoca che mostrano le condizioni di vita quotidiana degli antichi abitanti dei Sassi. Qui insieme alle famiglie in passato si tenevano anche gli animali domestici e gli asini.
Da vedere anche le chiese rupestri; risalenti al periodo tra l’VIII° ed il X° secolo, sono caratterizzate da una struttura semplice, con le pareti decorate da affreschi. Matera e l'area circostante contano oltre 150 chiese scavate nel tufo. Ad oggi sono inserite in un’area protetta, quella del Parco Archeologico Storico Naturale della Murgia e delle chiese rupestri del Materano. Tra le più note ci sono la Chiesa di Santa Maria di Idris, situata su uno sperone roccioso, e la Chiesa di San Pietro Caveoso.
Il Palombaro lungo
Sotto Piazza Vittorio Veneto si estende la più grande cisterna idrica ipogea della città, un'opera ingegneristica che, dalla prima metà del XIX secolo, garantiva la sua riserva d’acqua. È stato realizzato per raccogliere l’acqua piovana e di sorgente proveniente dalle colline circostanti e si stima che possa contenere circa cinque milioni di litri d'acqua, con una profondità di circa 15-16 metri.
Le pareti interne sono rivestite con coccio pesto, un antico intonaco impermeabile a base di terracotta, per evitare perdite d’acqua. Oggi il Palombaro lungo è un luogo di visita che richiama molte persone.
La storia millenaria dei Sassi non è solo una testimonianza architettonica: è un simbolo di resilienza, di identità e di rinascita. Un luogo che mette in dialogo passato e presente, tradizione e innovazione. Matera insegna che anche le ferite della storia possono trasformarsi in bellezza, e che i suoi Sassi, dopo aver attraversato epoche e trasformazioni, continuano a raccontare una delle storie più affascinanti d’Italia.