Vacanze Birmania

Appunti di Viaggio

In occidente la si chiama ancora Birmania, ma il vero nome del più grande Paese del sud-est asiatico è Myanmar. Il fascino di questa terra è quasi sconvolgente, pur trattandosi di un Paese arretrato dove si vive ancora come vivevano i contadini di oltre cinquant'anni fa. Purtroppo, la dittatura militare che vige nella zona evita lo sviluppo e molti si chiedono se sia giusto fermare il turismo organizzato in Myanmar, per isolare il governo o se, al contrario, il turismo sia l'unica fonte per far sopravvivere la gente del posto.

Il periodo migliore in Birmania è quello compreso tra novembre e febbraio, quando la stagione secca fa lievitare le temperature fino a oltre quaranta gradi. Prima di partire, assicuratevi che il vostro passaporto abbia una validità di 6 mesi dal giorno dell'arrivo nel Paese. Per poter visitare la Birmania vi servirà anche il visto, da ottenere all'ambasciata italiana al costo di 25 euro.
Consigliamo anche un'assicurazione medica e di vaccinarsi contro l'epatite A e B, specie per chi soggiorna in posti rurali.

Solitamente le tappe di un viaggio in Myanmar partono da Yangon, una città piacevole dove sorge la pagoda Shwedagon, la cui sommità è ricoperta da circa ottomila lamine d'oro. In poco più di un'ora di autobus si arriva al meraviglioso lago Inlé, che regala tramonti da far impallidire le scene dei film più romantici che conoscete.

La Birmania è comunque un Paese dalla situazione politica controversa e la cosa ricade pesantemente sul tutto il sistema: dai trasporti alla rete sanitaria. Per esempio, spostarsi all'interno del Paese affittando una macchina potrebbe essere la soluzione migliore, ma le condizioni delle strade non permettono di muoversi agevolmente. Anche gli aerei interni non sono un granché: da evitare assolutamente la Myanma Airways, che non garantisce nessuna sicurezza e lo dimostrano i vari incidenti aerei di questa compagnia negli ultimi anni.